La fondazione di Mantova, attribuita all’indovina etrusca Manto, come ricorda la tradizione, fa di questa piccola e tranquilla cittadina un luogo “magico”.
Una magia che non risiede solo nelle atmosfere o nelle piacevoli passeggiate estive lungo i laghi, ma che affonda le radici nella tradizione della sua arte e storia.
Una vera e propria inclinazione, una passione per la prassi dell’astrologia di cui ancora oggi, possiamo apprezzare i segni.
Il primo fra tutti è rappresentato dal celebre orologio “astronomico-astrologico” che si offre fiero allo sguardo spesso indifferente dei passanti. Un’impresa incredibile, voluta da Ludovico II e opera di Bartolomeo Manfredi, un allievo del celebre Vittorino Da Feltre, illustre precettore di molti uomini d’ingegno mantovani.
A pochi passi dal centro storico, e da questa ingegnosissima opera, si trova una delle più affascinanti sale a tema astrologico che la storia dell’arte conosca. Dotata di un potere suggestivo unico, non ha nulla da invidiare alla celebre concorrente di Palazzo Schifanoia, a Ferrara.
Sita in Palazzo D’arco, racchiude nella modestia delle sue dimensioni una grandissima sorpresa.
L’accesso angusto e buio delle scale “[…] mette in un salone col pavimento buono di piccoli quadri, soffitto logoro d’assi, travi e piane […] pareti dipinte […]”. Eccoci quindi giunti nella sala dello Zodiaco, così come ci viene descritta da un inventario del 1831 e così come ancora oggi si offre allo sguardo dei visitatori.
Affrescata probabilmente dopo il 1509, è stata attribuita all’operoso ingegno di un pittore di origine veronese, Giovanni Maria Falconetto.
Una visita unica, indimenticabile, che non mancherà di stupire il viaggiatore più esigente.
Colori accesi, squillanti animano un disegno ricco e fecondo che da libero sfogo all’erudizione della rappresentazione.
Lo zodiaco raccontato, spiegato nelle sue diverse componenti, un libro fatto di immagini che parlano prima alla mente e poi agli occhi estasiati dell’osservatore che non può non sentirsi protagonista dello spettacolo posto in essere. Lo Zodiaco racchiude e spiega pregi e difetti degli uomini, passioni, virtù, inclinazioni naturali da assecondare o limitare. Proprio attraverso questo tema, l’uomo del rinascimento, rimarca la centralità del proprio essere e la necessità del suo divenire in un’ottica assolutamente scevra da alcuna complicazione mistico-religiosa.
Dalla consapevolezza che “unusquisque artifex fortunae suae” nasce questo genere di rappresentazione artistica.
Una concezione laica della vita celata dalle complicazioni astrologiche dello Zodiaco piegate dall’intelletto al servizio dell’uomo.
Un’ideale lucido, chiaro, come lucida e apparentemente chiara è l’opera del Falconetto.
Una sala assolutamente straordinaria in un palazzo dagli esterni austeri e freddi: lo sforzo erudito di un artista poco noto al grande pubblico per una visita unica e magica, da non perdere.








