Il 18 Marzo, ricorrendo la festa del Patrono Sant’Anselmo, la città era piena di gente. Diffusasi verso mezzogiorno la voce che l’Imperatore austriaco stava per concedere la costituzione, la folla si riversò nelle strade. L’animazione si fece più intensa nella piazza maggiore, nella contrada Pradella, dinanzi al Palazzo del Governo e soprattutto di fronte al Palazzo Comunale. Qui al grido di “viva la costituzione, viva Pio IX, viva l’Italia”, la folla si abbandonò a dimostrazioni di pazza gioia.
Un testimone oculare scrisse:
“La folla andò in delirio, quando al balcone del Palazzo, apparve un giovane il quale, sventolato per primo il vessillo tricolore, lo mise sulla facciata del Comune. Dopo ciò si formò una lunga colonna di persone con a capo un cittadino portante la Bandiera Nazionale che si portò in Piazza Sordello sotto gli uffici della Polizia e a gran voce reclamò la liberazione di alcuni giovani, che erano stati rinchiusi nelle carceri del Castello di San Giorgio pochi giorni prima, perché sorpresi a scrivere sui muri della città gli “evviva” a Pio IX.
Impossibile descrivere la gioia della folla, quando ottenutone l’ordine di scarcerazione, poté riabbracciare quei giovani.”
La folla si addensò anche davanti al Palazzo Vescovile: il Vescovo diede ai presenti la propria benedizione. In Duomo venne celebrato un Te Deum di ringraziamento. Alla sera la frenesia aumentò. Ci fu la festa al Teatro Sociale. Il Tricolore passava di palco in palco, salutato da crescenti applausi. Sembrava tutto fatto; non restava che occupare militarmente la città e il compito non si presentava impossibile perché il soldati austriaci erano solo 800 e quelli italiani 3.000.
Il 21 Marzo 1848 arrivò da Milano la notizia che i milanesi stavano per scacciare gli Austriaci. Quella notte non si dormì: vennero erette barricate un po’ dovunque, ma specialmente nei punti strategici. Fu data disposizione che le campane al momento opportuno suonassero a distesa. Lungo la via che dal Teatro Sociale porta a Piazza Sant’Andrea non c’era casa che non nascondesse sassi, pietre, tegole, olio bollente, mobili vecchi da scaraventare in strada all’occorrenza.
Ma l’ordine di attaccare non arrivò, per cui la situazione andò gradatamente peggiorando. Infatti gli Austriaci ricevettero rinforzi e riportarono l’ordine in città.








